Patrimonio Culturale in Era Digitale L-1
Chimica dell'ambiente e dei Beni culturali
| Settore scientifico disciplinare | Numero crediti formativi (CFU) | Docente |
| CHIM/12 | 6 | Chiara Genova |
Obiettivi del corso
Il corso mira a fornire allo studente le basi chimiche e fisico-chimiche necessarie per comprendere la natura dei materiali dei beni culturali, le loro proprietà e le principali interazioni con l’ambiente. Attraverso lo studio delle principali famiglie di materiali (lapidei naturali e artificiali, materiali cellulosici, metalli e leghe, sistemi policromi e materiali moderni), lo studente acquisisce strumenti per collegare composizione e struttura ai meccanismi di vulnerabilità e degrado. Il corso approfondisce i processi di alterazione chimica, fisica e biologica, mettendo in evidenza il ruolo di acqua, sali, pH, microclima e inquinanti, e introducendo i principi della conservazione preventiva. Vengono inoltre presentati obiettivi e metodi della diagnostica per i beni culturali, con attenzione a potenzialità e limiti delle tecniche analitiche e all’interpretazione dei dati in funzione della decisione conservativa. Infine, il corso introduce i criteri chimici che guidano le scelte di intervento (in particolare pulitura e consolidamento), con attenzione a selettività, compatibilità e rischi, e offre una panoramica di metodologie e tecnologie attuali (incluse soluzioni innovative e strumenti di monitoraggio e documentazione).
Programma del corso
In questo modulo vengono esplorati i concetti fondamentali della chimica, indispensabili per comprendere la natura dei materiali che costituiscono i beni culturali e le loro interazioni con l’ambiente. Vengono introdotti il linguaggio e i principi di base della disciplina, con particolare attenzione al ruolo dell’acqua come mezzo di reazione e trasporto, ai fenomeni di solubilità, alla formazione e mobilità dei sali, e al significato del pH nei processi di alterazione. Il modulo fornisce quindi le basi teoriche necessarie per affrontare lo studio dei materiali e dei meccanismi di degrado.
Modulo 2 – Materiali dei beni culturaliIn questo modulo vengono analizzati i principali materiali costitutivi dei beni culturali, sia naturali sia artificiali, con attenzione alla loro composizione, struttura e comportamento nel tempo. Sono trattati i materiali lapidei, i materiali cellulosici, i metalli e i sistemi policromi, mettendo in evidenza le relazioni tra natura chimica, tecniche esecutive e problematiche conservative. Ampio spazio è dedicato ai materiali coloranti, alle tecniche pittoriche tradizionali — dalla tempera all’olio, fino all’affresco — e ai materiali propri dell’arte contemporanea, spesso caratterizzati da maggiore complessità e instabilità. Il modulo consente di acquisire una conoscenza ampia dei materiali storici e moderni, fondamentale per interpretarne il degrado e orientare le scelte conservative.
Modulo 3 – Degrado e conservazione preventivaIn questo modulo vengono approfonditi i principali processi di degrado che interessano i beni culturali, distinguendone le cause chimiche, fisiche e biologiche. Vengono esaminate le categorie del danno e i criteri per la loro lettura, sia in ambiente esterno sia in ambiente museale, evidenziando il ruolo dei fattori ambientali nella trasformazione dei materiali. Particolare attenzione è riservata al biodeterioramento, alle condizioni microclimatiche e alle strategie di conservazione preventiva, intesa come insieme di misure volte a ridurre i rischi prima che si renda necessario un intervento diretto. Il modulo sviluppa quindi la capacità di collegare l’osservazione del degrado alla gestione consapevole dell’ambiente di conservazione.
Modulo 4 – Diagnostica per i beni culturaliIn questo modulo vengono presentati gli obiettivi, i criteri e le fasi principali della diagnostica applicata ai beni culturali, come strumento di conoscenza preliminare all’intervento. Vengono illustrate le potenzialità delle tecniche non invasive, con particolare riferimento alle spettroscopie portatili e alle metodologie di imaging, tra cui ultravioletto, infrarosso, raggi X e analisi multispettrale. Il modulo mira a fornire una visione metodologica della diagnostica, intesa non come semplice insieme di tecniche, ma come parte integrante del processo conoscitivo e decisionale.
Modulo 5 – Intervento, tecnologie e prospettiveIn questo modulo vengono affrontati i criteri che guidano il passaggio dalla conoscenza del degrado alla definizione dell’intervento conservativo, con attenzione alle responsabilità metodologiche ed etiche. Sono approfonditi i principi chimici della pulitura, la selezione dei solventi e la progettazione dei sistemi applicativi, insieme agli obiettivi e alle strategie del consolidamento. Vengono inoltre esaminati i principali prodotti consolidanti, come calce, silicati e polimeri, valutandone requisiti, limiti e compatibilità. Il modulo si conclude con un’apertura alle tecnologie più recenti, quali laser, nanomateriali e sistemi di monitoraggio digitale, evidenziando le prospettive innovative nella conservazione dei beni culturali.
Modalità d'esame, prerequisiti e propedeuticità
Modalità di esame
L’esame finale può essere sostenuto in forma scritta o in forma orale. L’esame scritto consiste nello svolgimento di un test a risposta multipla con 31 domande, così da garantire la possibilità di conseguire la lode. L’esame orale consiste in un colloquio nel corso del quale il docente formula almeno tre domande. I quesiti sono formulati per valutare il livello di raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi. Il voto finale tiene conto del voto ottenuto dallo studente attraverso la partecipazione alla didattica interattiva e del voto ottenuto nell’esame finale ed è determinato, quindi, dalla somma delle due valutazioni. Il voto finale è espresso in trentesimi. Propedeuticità Nessuna propedeuticità specifica Prerequisiti Nessun prerequisito specifico
Organizzazione didattica
Modalità di erogazione del corso:
Il corso verrà interamente erogato in modalità telematica, tramite videolezioni registrate e dispense consultabili attraverso la piattaforma didattica. Sono inoltre previste 12 ore di didattica sincrona, durante le quali verranno approfonditi specifici aspetti teorici e applicativi del programma, discussi casi di studio e chiariti eventuali dubbi, favorendo l’interazione tra docente e studenti. Attività didattiche previste Le attività di didattica, suddivise tra didattica erogativa (DE) e didattica interattiva (DI), saranno costituite da 7 ore per CFU e ripartite secondo una struttura di almeno 2,5 ore di DE (tenuta in considerazione la necessità di riascolto) e di 2 ore di DI sincrona per ciascun CFU. Attività didattica erogativa (N ore): N 30 lezioni frontali videoregistrate, della durata di circa 30 minuti ciascuna (tenuta in considerazione la necessità di riascolto) sempre disponibili in piattaforma. Attività didattica interattiva (N ore): N. 12 ore di didattica interattiva, ripetute per ciascun semestre dell’a.a.; l'articolazione tra DE e DI, per ciascuna unità didattica, è organizzata coerentemente con gli obiettivi formativi specifici dell’insegnamento. Attività di autoapprendimento: Studio del materiale digitale messo a disposizione dal docente (slides e dispense), che potrà essere approfondito tramite la consultazione di uno o più testi consigliati dal docente nella bibliografia di supporto, nonché di articoli scientifici selezionati dallo studente, relativi ad un argomento di suo interesse. L'articolazione tra DE e DI, per ciascuna unità didattica, sarà organizzata coerentemente con gli obiettivi formativi specifici dell’insegnamento. Ricevimento studenti Il ricevimento potrà essere concordato con il docente tramite richiesta via mail, all’indirizzo chiara.genova@uniroma5.it
Informazioni generali
Obiettivi Formativi
Il corso mira a introdurre ed esplorare i fondamenti scientifici applicati ai beni culturali, con particolare attenzione al ruolo della chimica nello studio e nella conoscenza dei materiali costitutivi, dei principali fenomeni di degrado, dei prodotti e delle tecniche utilizzate nel restauro. Il percorso didattico è strutturato per fornire agli studenti gli strumenti concettuali necessari a comprendere l’interazione tra materiali e ambiente e a interpretare i processi di trasformazione che interessano le opere nel tempo. Per questo, è previsto un modulo introduttivo riguardante i concetti fondamentali della chimica generale, al fine di fornire una base di comprensione adeguata agli argomenti affrontati, anche per studenti privi di una formazione scientifica pregressa. Inoltre, verrà discussa l’analisi delle principali metodologie diagnostiche applicate ai beni culturali, con particolare riferimento alle tecniche non invasive e al loro contributo nella conoscenza, nel controllo e nella prevenzione del danno. Tali metodologie vengono affrontate anche alla luce delle moderne tecnologie di digitalizzazione, intese come strumenti di supporto alle indagini diagnostiche, alla documentazione, all’interpretazione dei dati e alla gestione delle informazioni scientifiche relative al patrimonio culturale Risultati di apprendimento attesi Conoscenza e capacità di comprensione Al termine del corso, la studentessa/lo studente avrà acquisito le competenze necessarie a comprendere i fondamenti della chimica applicata ai beni culturali, con particolare riferimento alla composizione, struttura e classificazione dei principali materiali costitutivi. Lo studente sarà in grado di comprendere i principali processi chimico-fisici di degrado dei materiali in relazione all’ambiente e alle condizioni conservative, nonché i principi di base delle metodologie diagnostiche applicate ai beni culturali, con particolare attenzione alle tecniche non invasive. Tali conoscenze consentiranno di interpretare correttamente i dati diagnostici e di comprendere il ruolo della chimica come strumento di supporto alla conoscenza, conservazione e restauro del patrimonio culturale, anche nel contesto delle moderne pratiche di documentazione e digitalizzazione. Capacità di applicare conoscenza e comprensione La studentessa/lo studente sarà in grado di utilizzare le conoscenze acquisite per: Riconoscere e classificare i materiali costitutivi dei beni culturali in base alla loro natura chimica; Risalire alle principali problematiche conservative in base alla composizione e alle condizioni di conservazione di un manufatto; Comprendere il significato di misura invasiva e non invasiva ed essere in grado di scegliere in modo consapevole il metodo di indagine più idoneo al fine di pianificare un intervento di diagnostica che consenta di minimizzare l’impatto dell’intervento, prediligendo, quando è possibile, tecniche diagnostiche non invasive; Capire quando si rende necessario utilizzare tecniche invasive, ottimizzando il campionamento, le misure e lo spreco di campione, qualora dovesse essere sottoposto ad una misura distruttiva; Riconoscere la problematica specifica legata all’opera sotto indagine e identificare il prodotto di restauro più idoneo, in base all’intervento richiesto (pulitura, consolidamento etc.). Nella scelta del prodotto, non trascurare alcuni aspetti centrali nel moderno restauro, come l’impiego di prodotti sostenibili per l’ambiente e per la salute dell’uomo; Comprendere l’importanza dell’elaborazione del dato scientifico e della sua digitalizzazione al fine di contribuire alla documentazione, organizzazione e gestione dei dati relativi ai beni culturali, favorendo l’integrazione delle informazioni analitiche in database, archivi digitali e sistemi informativi a supporto della conoscenza, della conservazione e del restauro. Abilità di giudizio La studentessa/lo studente svilupperà la capacità di valutare in modo critico e autonomo dati, informazioni e problematiche relative ai materiali e allo stato di conservazione dei beni culturali, integrando conoscenze chimiche, diagnostiche e metodologiche. Sulla base delle acquisizioni teoriche e applicative, lo studente sarà in grado di: interpretare risultati diagnostici; valutare diverse opzioni di indagine e intervento; riflettere sulle implicazioni conservative, etiche, ambientali e di sostenibilità legate alle scelte operative nel restauro e nella gestione del patrimonio culturale. Abilità di comunicare Al termine del corso, la studentessa/lo studente avrà acquisito familiarità con la terminologia scientifica di base della chimica applicata ai beni culturali, necessaria per comunicare in modo efficace con restauratori, diagnostici ed esperti del settore. Tale competenza, integrata alle conoscenze teoriche acquisite, consentirà allo studente di comprendere e discutere dati analitici, risultati diagnostici e problematiche conservative, partecipando in modo consapevole al dialogo interdisciplinare tra ambito scientifico, tecnico e umanistico. Capacità di apprendimento La studentessa/lo studente avrà acquisito la capacità di consultare e comprendere autonomamente la letteratura scientifica in ambito diagnostico e conservativo, inclusi libri di testo, articoli scientifici e atti di convegno. In particolare, lo studente sarà in grado di approfondire e proseguire autonomamente gli studi in ambito conservativo e diagnostico, tramite l’utilizzo delle risorse elettroniche e strumenti di ricerca bibliografica, interrogando le principali banche dati accademiche in funzione delle possibilità di accesso disponibili, formulando queries adeguate e selezionando in modo critico le fonti rilevanti.
Lezioni
Introduzione alla chimica dei beni culturali. Presentazione dell\'insegnamento
Introduzione alla chimica dei beni culturali
Il linguaggio della chimica per i beni culturali
Acqua e ambiente chimico
Solubilità, sali e pH
Materiali lapidei naturali
Materiali lapidei artificiali
Materiali cellulosici
Metalli: materiali, corrosione e conservazione
Opere policrome: stratigrafia, struttura e materiali costitutivi
Materiali coloranti: pigmenti, coloranti e lacche