In evidenza
Laurea Triennale
Amministrazioni, Professioni ed Organizzazioni Sportive con Sole 24 Ore Formazione
-
Ateneo
-
Offerta formativa
-
Ricerca
-
Iscrizione
-
Studenti e Aziende
- Notizie
-
Sedi
Offerta formativa
- Scienze Motorie (L-22)
- Scienze dell'Amministrazione e dell'Organizzazione (L-16)
- Scienze Biologiche (L-13)
- Moda e Design Industriale L-4
- Patrimonio Culturale in Era Digitale L-1
- Lingue e Culture Straniere per l'Era Digitale (L-11)
- Ingegneria Biomedica (L-9)
- Ingegneria Informatica e Intelligenza artificiale (L-8)
- Scienze dell'Alimentazione e Gastronomia (L-26)
- Management e Consulenza Aziendale (LM-77)
- Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate LM-67
- Scienze della Nutrizione Umana LM-61
- Management, Diritto e Governance della Pubblica Amministrazione LM-63
- Lingue e culture straniere per l'era digitale: scuola, società e professioni LM-37
- Ingegneria Informatica e dell’Intelligenza Artificiale Applicata LM-32
- Doppia Laurea
- Master 1° Livello
- Master 2° Livello
- Aree Master
- Corsi di Formazione
- Corsi di Perfezionamento
- Corsi Singoli
- Formazione Docenti
- PA 110 e lode
Iscrizione
- Richiedi Informazioni
- Agevolazioni Economiche
- Prova la piattaforma
- Convenzioni commerciali
- Valutazione Crediti Formativi e Accessi
- Recupero delle competenze per accesso alle Magistrali
- Immatricolazione
- Doppia Laurea
- Iscrizione Master e Corsi
- Iscrizione ai Dottorati di Ricerca
- Immatricolazione titoli esteri
- Borse di studio Sole 24 Ore Formazione
- Studia con San Raffaele Roma e accedi ai corsi Google sull'Intelligenza Artificiale
Corsi di Laurea Triennale
Corsi di Laurea Magistrale
Genetica e Schizofrenia: pubblicato su Nature lo studio del Psychiatric Genomics Consortium con il Prof. Bonassi dell'UniSanRaffaele
15 Aprile 2022Gli scienziati hanno sequenziato il DNA di oltre 300.000 persone individuando i geni espressi nei neuroni e indicando queste cellule come il sito più importante della patologia
Sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature i risultati di un ampio progetto internazionale mirato a conoscere le basi genetiche della schizofrenia, grave disturbo psichiatrico che, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, colpisce circa una persona su 300 in tutto il mondo. Il progetto è stato coordinato dal Psychiatric Genomics Consortium, un consorzio internazionale che ha coinvolto più di 100 istituzioni di 45 nazioni, tra queste anche l’IRCCS San Raffaele.
“Parliamo del più grande studio genetico mai condotto sulla schizofrenia” spiega Stefano Bonassi, Direttore del Servizio di Epidemiologia Clinica e Molecolare dell'Istituto San Raffaele e Professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l’Università San Raffaele Roma "è stato analizzato il DNA di oltre 77.000 persone affette da schizofrenia e di circa 243.000 persone sane, utilizzate con gruppo di controllo. Questo sforzo enorme ha permesso di identificare un gran numero di geni specifici che potrebbero assumere ruoli importanti nell’eziologia della malattia”. In particolare lo studio dei genomi dei soggetti coinvolti ha permesso di individuare associazioni tra varianti geniche e sviluppo della schizofrenia in ben 287 loci genetici distinti. Sebbene il numero di varianti genetiche coinvolte nella schizofrenia sia elevato, è stato ora dimostrato come queste interessino in prevalenza i geni espressi nei neuroni, indicando queste cellule come il sito più importante della patologia.
"Ricerche precedenti hanno mostrato associazioni tra schizofrenia e molte sequenze di DNA, ma raramente è stato possibile collegare i risultati a geni specifici", afferma il co-autore principale, il professor Michael O'Donovan, della Divisione di medicina psicologica e neuroscienze cliniche dell’Università di Cardiff. “Il presente studio non solo ha aumentato notevolmente il numero di tali associazioni, ma ora siamo stati in grado di collegare molte di esse a geni specifici, un passo necessario in quello che rimane un difficile viaggio verso la comprensione delle cause di questo disturbo e l'identificazione di nuovi trattamenti" conclude O'Donovan.
“Il fatto di avere contribuito a tale ricerca con pazienti assistiti nelle strutture del Gruppo San Raffaele” sottolinea Bonassi, “è motivo di orgoglio e ha un valore intrinseco anche per i nostri assistiti e per le loro famiglie, consapevoli di poter contribuire fattivamente alla ricerca più avanzata sulla patologia che li riguarda così da vicino”.
Cosa stai cercando?
Nessun risultato per "{{ search.keyword }}"
Prova a modificare i termini di ricerca o a utilizzare parole chiave diverse.Risultati per "{{ search.keyword }}"
risultato risultati